Gli insediamenti religiosi: il convento San Giuseppe

Strette strade fuori porta, che a volte ricalcano fedelmente l’antica viabilità, risalgono le piccole valli che si addentrano nei colli conducendo in un paesaggio variegato, dove tra ritagli di agricoltura ancora attiva, vasti seminativi riconquistati dalla vegetazione spontanea e lembi di bosco, emergono con regolarità, edifici religiosi e antiche residenze signorili.

In questo contesto si colloca l’antico convento attualmente noto come San Giuseppe.

La chiesa di San Giuseppe dei Cappuccini, era anticamente conosciuta come Santa Maria Maddalena in Val Pietra, dal nome dalla valletta in cui si trovava e che oggi quasi non si individua più nel fitto tessuto urbano, ma che un tempo seguiva l’attuale via Bellinzona.

convento-san-giuseppe-bologna_valentina-prisco

Le origini del convento risalgono al 1254, prima come dimora dei monaci Cluniacensi, poi delle suore Agostiniane e infine Domenicane.

Nel 1566, per ragioni di sicurezza, fu imposto uno scambio di sede tra le domenicane di Santa Maria Maddalena e i padri Serviti risiedenti in via Galliera nell’antico convento di San Giuseppe. Conseguentemente anche le intitolazioni delle chiese vennero scambiate.

Negli ultimi anni del XVIII secolo, in seguito all’occupazione napoleonica, il convento andò incontro a varie traversie, finchè la legge di soppressione generale degli Ordini religiosi (1810) pose termine alla vita della comunità religiosa.

L’11 ottobre 1818 i Cappuccini ripresero l’abito religioso e riedificarono l’antica Chiesa ormai cadente, che venne abbattuta negli anni 1841-44, per lasciare il posto ad un nuovo edificio, in cui si cercò di coniugare lo stile neoclassico, allora dominante, con la tradizionale austerità cappuccina.

Nel 1865 parte del convento venne confiscato per uso militare, e, infine, nel 1866, nel quadro della soppressione degli ordini religiosi ad opera del Regno d’Italia, anche la chiesa fu requisita, mentre i frati furono secolarizzati.

La chiesa fu riaperta al culto nel 1873, mentre il riacquisto di tutto il convento fu completato solo nel 1892.

convento-san-giuseppe-bologna_valentina-prisco1

Nel 1926, in occasione del VII centenario della morte di San Francesco, il prato attiguo al piazzale della chiesa fu trasformato in giardino pubblico e nel mezzo vi fu eretto un monumento con una scultura in bronzo, raffigurante San Francesco, opera di Mario Sarto (1927).

Durante la seconda guerra mondiale, l’antica ghiacciaia presente nel cortile retrostante il convento, fu soggetta ad un progetto di trasformazione in sala di medicazione ad uso della Croce Rossa Italiana, mentre il convento fu duramente colpito dai bombardamenti (22 marzo e 12 ottobre 1944), che danneggiarono il coro, la curia e la biblioteca, con la grave perdita di 20.000 volumi e di vari dipinti. Negli anni 1945-56 furono ricostruiti i locali distrutti e restaurati quelli danneggiati.

convento-san-giuseppe-bologna_valentina-prisco2

Oggi la Chiesa è conosciuta come parrocchiale di San Giuseppe Sposo.

 

Testi e foto: Dott. Ing. Valentina Prisco

 

Riferimenti bibliografici e archivistici:

https://architetturenascoste.wordpress.com/bibliografia/

 


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...