Tracce di Gioacchino Rossini fuori Porta Saragozza

Il compositore Gioacchino Rossini (Pesaro 1792 – Parigi 1868), vive a Bologna dal 1799 al 1851, lasciando numerose tracce della propria permanenza.

Tra quelle più significative, si ricorda che nell’antico Liceo Filarmonico, tra i primi allievi della scuola, figura proprio il giovane Rossini iscritto tra il 1806 e il 1809 nelle classi di violoncello, pianoforte e contrappunto.Una targa commemo­rativa sulla facciata dell’ attuale edificio del Conservatorio G.B. Martini recita:

“Qui entrò studente di qui uscì principe delle scienze musicali Gioacchino Rossini”.

In Strada Maggiore si può ripercorrere, in senso cronologico, parte della vita che Gioacchino Rossini trascorre a Bologna. Al n. 100, davanti a Porta Maggiore, al n. 32, a Palazzo Belvedere e al n. 18, a Pa­lazzo Raffanini sono situate le dimore dei genitori, dai suoi primi anni di studio fino all’inizio della carriera. Mentre in Strada Maggiore 36, si trova l’imponente palazzo che Rossini acquistò per sé e per la moglie Isabella Colbran e in cui vi abita dal 1823 al 1838 .

La presenza di Rossini, viene segnalata anche nella villa, distrutta per costruire le Facoltà di Ingegneria e di Chimica Industriale, che esisteva subito fuori porta Saragozza, denominata Villa Cassarini–Pallotti, che oggi si può rintracciare solo nel toponimo del giardino omonimo.

La Villa, prima di passare in mano alla famiglia Pallotti, ospitò Gioacchino Rossini, che vi soggiornò sul finire degli anni Trenta dell’Ottocento, su invito dell’amico bolognese Carlo Severini, direttore del teatro italiano di Parigi: Severini aveva intenzione di acquistare l’intera tenuta, che Rossini, in un carteggio conservato nella villa e ora consultabile presso l’Archivio del Museo Internazionale della Musica di Bologna, definiva ironicamente “la futura Severiniana”.

villa-cassarini_porta-saragozza_bologna_gioacchino-rossini-2

La presenza del compositore viene ricordata anche da una costruzione che esisteva nel bosco sovrastante la Villa: una capanna rustica, cui venne dato il nome di “capanno Rossini”.Osservando una cartolina di inizio Novecento raffigurante Villa Cassarini, è possibile individuare sulla collina retrostante, una strana costruzione somigliante ad un gazebo, dietro cui svettano due altissimi cedri.

villa-cassarini_porta-saragozza_bologna_gioacchino-rossini

Se ci si reca sul posto, reso inconfondibile dalla presenza dei due cedri centenari, e nonostante la collina sia stata modificata nell’aspetto in seguito alla costruzione della Facoltà di Ingegneria, si possono rintracciare resti di quello che a tutti gli effetti potrebbe ricordare un rudimentale capanno, con tanto di sedie e tavolino in pietra, da cui è già possibile godere di una discreta vista panoramica su Bologna.

 

 

Testi e foto: Dott. Ing. Valentina Prisco

 

Riferimenti bibliografici e archivistici:

https://architetturenascoste.wordpress.com/bibliografia/

 

 

 

 

 

 

 


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...