Le Facoltà di Chimica Industriale ed Ingegneria durante la Seconda Guerra Mondiale.

La sede storica della Facoltà d’Ingegneria di viale del Risorgimento è stata, fin dalla sua inaugurazione nell’ottobre 1935, un punto di riferimento per i bolognesi e per gli studenti dell’Alma Mater Studiorum. Le vicende connesse alla Seconda Guerra Mondiale la resero inagibile per circa quattro anni a partire dal settembre 1943: l’attività didattica regolare, infatti, riprese solo nell’autunno del 1947.

Durante il periodo bellico, i locali della Facoltà vennero requisiti e destinati a vari usi: dalle analisi e dalle testimonianze raccolte emerge che aule e laboratori divennero sede per le “indagini” dell’Ufficio politico investigativo.

Facoltà Ingegneria e Chimica Industriale Bologna_Saragozza_Viale del Risorgimento_Valentina Prisco_Architetture nascoste

Bisogna ricordare che gli occupanti installarono gran parte dei loro centri di comando nella fascia pedecollinare della città, in luoghi ben protetti dal verde e soprattutto lontani dagli obiettivi (ferrovie, fabbriche, caserme) presi di mira dalle incursioni aeree.

Bisogna arrivare al gennaio 1947 per avere notizia, in un articolo apparso su il Progresso d’Italia, che la Scuola d’Ingegneria era effettivamente sede dell’UPI (Ufficio Politico Investigativo) della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana).

Solo nel febbraio 1948, nel resoconto del processo contro uno dei responsabili, si parlò di torture inflitte dentro la Scuola d’Ingegneria.

Nell’area di porta Saragozza si insediarono anche il Militärkommandantur 1012 (sotto il comando del colonnello Helmuth Dannehl), e il Stadtkommandantur (sotto il comando del maggiore Hans Senn), entrambe nella Facoltà di Ingegneria; la Feldgendarmerie in piazza di porta Saragozza; il Comando della polizia di collegamento e Comando della Gestapo in viale Aldini 220; il centro di arruolamento della Legione SS italiana in via Saragozza 81.

Facoltà Ingegneria e Chimica Industriale Bologna_Saragozza_Viale del Risorgimento_Valentina Prisco_Architetture nascoste (2)

Successivamente, nel febbraio 1944 fu preso possesso dell’edificio della Facoltà di Ingegneria, lasciata libera da Militärkommandantur e Stadtkommandantur, da parte di importanti sedi di istituzioni fasciste che si insediarono nell’area e in prossimità di porta Saragozza: il Gruppo rionale fascista “Paoletti” nel cassero di porta Saragozza; uffici del Consiglio Provinciale delle Corporazioni in via Vallescura; l’Istituto della Previdenza Sociale in viale Aldini angolo via Vallescura; la VI Legione della Milizia ferroviaria in via Saragozza 140.

Incrociando i racconti e il materiale di archivio, si evince come la Facoltà di Ingegneria ebbe i seguenti occupanti nel periodo bellico:

– dal settembre 1943 il comando germanico prese possesso dell’edificio, che abbandonò già nel gennaio del 1944, come attesta uno stralcio di notizia pubblicato sul Resto del Carlino;

– dal febbraio 1944 fu sede della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) che aveva lasciato la caserma di via del Fossato in seguito a bombardamento, e sul finire dello stesso anno, dell’UPI (Ufficio Politico Investigativo);

– il 21 aprile 1945 l’edificio della Facoltà fu occupato dai partigiani e requisito dalle autorità alleate;

– nella sede di Ingegneria venne infine allestito un ospedale militare gestito dagli americani fino a metà agosto del 1945, e poi controllato dagli inglesi per più di un anno, fino al settembre 1946.

Facoltà Ingegneria e Chimica Industriale Bologna_Saragozza_Viale del Risorgimento_Valentina Prisco_Architetture nascoste (6)

Le diverse testimonianze raccolte in questo lavoro di ricerca, hanno consentito di individuare alcuni ambienti della Facoltà usati dal comando provinciale della GNR e dal suo UPI per le “attività di investigazione”: le celle erano alle spalle della guardiola della portineria, (dove attualmente si trova il bar). Altri ricordano invece di essere stati rinchiusi al primo piano, o più in alto, in un ampio locale con una grande finestra da cui si vedeva l’ingresso alla Facoltà. In un paio di testimonianze si parla anche di sotterranei e sembra che gli interrogatori avvenissero al primo piano nei locali dell’Istituto di Elettrotecnica che, dopo la requisizione della Facoltà da parte dei comandi germanici, aveva trasferito la propria attività nella sede centrale dell’Ateneo.

Anche i locali della vicina Facoltà di Chimica furono utilizzati per gli stessi scopi.

In uscita da Ingegneria i partigiani finirono in gran parte nel carcere di San Giovanni in Monte sotto l’autorità del comando SS; altri specie nelle settimane precedenti la liberazione, vennero trasferiti senza passare dal carcere, direttamente dalla Facoltà in caserme del nord o ad eseguire lavori di fortificazione.

II 21 aprile 1945, l’edificio della Facoltà fu occupato dai partigiani: in seguito si operò il rastrellamento, nei dintorni e sui colli, di numerosi soldati tedeschi e contemporaneamente si cominciarono a contare i danni arrecati agli edifici universitari.

I danni causati all’edificio della Facoltà dal bombardamento alleato del 22 marzo 1945 si aggiunsero a quelli dovuti alle spoliazioni iniziate dai tedeschi e proseguite dalle milizie fasciste: il rimborso delle spese sostenute per “sfollare” il materiale scientifico e didattico, mettendolo al riparo da razzie e atti vandalici fu chiesto, ove possibile, dall’Ateneo al Capo della Provincia solo una settimana prima della liberazione.

II ritorno in viale Risorgimento di tutti gli istituti e la ripresa delle lezioni furono propagandisticamente annunciati come già avvenuti nel dicembre 1946: in realtà solo a partire dal gennaio 1947 la Facoltà riprese gradualmente le attività nella propria sede.

Lunghe e particolarmente onerose, nelle difficili condizioni del paese, furono la ricostruzione dei locali, la ricollocazione del materiale salvato e messo al sicuro lontano da viale del Risorgimento e la ricostituzione del patrimonio andato disperso o distrutto.

 

Testi: Dott. Ing. Valentina Prisco

 

 

Riferimenti bibliografici e archivistici:

https://architetturenascoste.wordpress.com/bibliografia/


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